… Ma ancora più ingegnosa è la previdenza del porcospino nei confronti dei suoi piccoli. Durante l’autunno, esso si introduce sotto le viti, scuote a terra con le zampe gli acini d’uva e vi si avvoltola, raccogliendoli sugli aculei. Una volta, quando ero bambino e lo osservavo, mi si offrì lo spettacolo di un grappolo che strisciava o che camminava, tanto grande era la quantità di frutta con cui procedeva! Poi il porcospino si introduce nella tana e consegna il carico ai suoi piccoli, perché possano goderne e lo ricevano staccandolo dal suo corpo. La tana dei porcospini ha due aperture, rivolte l’una a sud e l’altra a nord; quando essi presagiscono che il vento muterà, come dei nocchieri che cambiano la vela, chiudono l’apertura esposta al vento e aprono l’altra. E a Cizico, un tale che aveva osservato questo comportamento si acquistò la fama di saper predire, per sua personale abilità, quale vento sarebbe spirato.

 

(Plutarco, Del mangiar carne – Trattati sugli animali, pagg. 147/148 – Adelphi Edizioni 2011)

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